Quattro chiacchiere con Tullio Pironti

Tullio Pironti

La Snot intervista a Tullio Pironti. Ci ha raccontato di quella volta che ha fatto conoscere all’Italia Bret Easton Ellis.

Tullio Pironti, un romantico fra i libri

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Tullio Pironti, uno che ha fatto la storia dell’editoria italiana.

Telefono in libreria e mi risponde una voce di donna.

“Pronto.”

“Salve, siamo quelli di Snot, una rivista on line che parla di libri, di editoria, pubblichiamo racconti.”

Silenzio, secondo me si sta chiedendo chi cazzo sono questi.

“Sta circolando la notizia di King, il suo libro lo pubblicheranno a Scampia. Noi ci siamo ricordati del sig Pironti, di quando ha fatto conoscere all’Italia Bret Easton Ellis. Vorremmo scambiare due chiacchiere con l’editore, sentire dalla sua voce come ha fatto.”

E lei mi dice “Eh, infatti” come se volesse rivendicare una specie di primato. “Aspetti” dice, ” vedo se è disponibile a parlarvi”.

Li sento parlottare, Pironti è lì, accanto alla cornetta.

“Chi sono, un blog” dice la donna, “cosa? una specie di giornalisti (mo’ non esageriamo). Vogliono sapere di Ellis. Passameli.”

Mi colgono di sorpresa perché non avevo nessuna domanda preparata. In realtà, speravo mi fissasse un appuntamento. Invece mi ritrovo al telefono con una leggenda vivente. Ha la voce ammaccata dal tempo e affanna un po’.

“Sig Pironti, grazie del suo tempo. Ci racconta di come ha fatto a pubblicare Meno di zero di Ellis?”

“Eh, all’epoca i diritti di certi libri venivano venduti attraverso delle aste telefoniche cui erano invitati un po’ tutti gli editori. Anche io fui invitato. Dall’altra parte del telefono c’era un banditore che registrava le offerte.”

“Ellis lo conosceva?”

“No, come facevo? All’epoca aveva diciassette anni.”

“Dico, aveva letto il suo libro? Come faceva a sapere che era un buon affare?”

“All’asta partecipavano alcuni colossi come Einaudi e Mondadori. Se c’erano loro, era un affare.”

“Come fece ad aggiudicarsi l’asta?”

“Eh,” sospira, “chiacchierando con il banditore venni a sapere che Mondadori aveva offerto cinquanta milioni di lire. Una cifra oltre la quale non poteva andare perché per farlo avrebbe dovuto convocare il consiglio di amministrazione e non c’era tempo. Allora decisi di offrire un milione in più. E firmai il contratto.”

” Il suo era ancora un modo di fare editoria, come dire, romantico?”

“No, era un modo di fare editoria folle. Sono stato un pazzo.” Ride. “Non ci ho dormito per due notti. Pensavo nel letto al romanzo. Se avesse venduto. Se non avesse avuto successo avrei perso tutto. Quelli erano tutti i soldi che avevo.”

“Ci parla di Fernanda Pivano?”

“Fernanda mi telefonò il giorno dopo. Io ancora non la conoscevo di persona. Mi disse come hai fatto? è un miracolo, hai battuto Einaudi e Mondadori. Non ci poteva pensare.”

“Lei glielo ha confessato come ha fatto?”

“Solo molto dopo. Lì per lì le ho detto che avevo avuto fortuna. Poi lei disse che avrebbe scritto la prefazione. Non me lo chiese, lo disse e basta. Voleva proprio farla lei. Però mi disse pure che non avrebbe chiesto un soldo. Da quel momento siamo diventati amici.”

“Lei ha pubblicato anche Don De Lillo, Rumore Bianco. Quanto le è costato?”

“Tanto.”

“Più di Ellis?”

“Molto di più.” Ride.

“Mi spiega come funzionava il suo scouting? Come sceglieva i libri da pubblicare? Mi riferisco soprattutto a quelli stranieri.”

“Io avevo un’amica, Silvia Kramar che viveva a New York. Nel caso di Rumore Bianco, mi telefonò. Mi disse che le librerie in America avevano le vetrine piene zeppe di quel libro, che era un caso editoriale e vendeva tantissimo. Allora io feci un’offerta adeguata e pure quella volta andò bene.”

La voce di Tullio trema forte. Ci piace pensare che siano i ricordi di un tempo passato in cui questo ex boxeur faceva a cazzotti con i più grandi e molto spesso vinceva. La Pironti competeva nelle classifiche dei libri per le posizioni più alte contro Adelphi, Mondadori, Einaudi.

Io avrei voluto continuare ancora un po’, chiedergli di Fellini, di Umberto Eco, di quegli anni ruggenti che non torneranno più. Sento la fatica nella sua voce e lo sa pure lui. A un certo punto mi congeda, dice che deve andare. Io lo ringrazio, non speravo in tanto. La leggenda di Meno di zero la conoscevo già. Sentirla raccontare dalla sua voce mi ha messo i brividi addosso.

Snot ringrazia.

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